In un lotto di circa 330 mq, questo giardino mediterraneo si presenta come un’estensione naturale della dimora esistente, un nuovo spazio abitabile che accompagna le stagioni più calde con leggerezza, armonia e luminosità. La scelta di una palette chiara — pietra di Trani, gres dai toni neutri, biancone di Orosei — costruisce un’atmosfera rilassante, quasi sospesa, in cui la luce diventa principio progettuale e dialoga con le superfici materiche e vegetali.
Il progetto nasce dall’esigenza della committenza di trasformare un esterno privo di identità, fino ad allora semplice terreno, in un luogo da vivere quotidianamente, con aree distinte ma connesse: la zona piscina, pensata come cuore visivo e fresco del giardino; la zona conviviale per pranzi e cene all’aperto, protetta e raccolta; gli spazi di passaggio e di sosta, che si susseguono con un ritmo misurato. L’impianto generale lavora sulla continuità: non ambienti separati, ma un unico paesaggio domestico che dilata e raccoglie, accompagnando i vari momenti della giornata.
La scelta del linguaggio mediterraneo risponde a un duplice obiettivo: ridurre la manutenzione e gli sprechi d’acqua e valorizzare un’estetica asciutta, essenziale, coerente con il clima e con l’architettura. La vegetazione è composta da specie resilienti e aromatiche — limone, olivo, agapanto, tulbaghia violacea, areca, leccio, rosmarino medicinale, elicriso, sterlizia, westringia, eugenia, incenso, salvia, timo, menta, limonium latifolium — organizzate in masse compatte e in texture leggere che cambiano con la luce e con il vento.
La richiesta iniziale di un piccolo orto è stata reinterpretata in chiave contemporanea: le erbe aromatiche non sono confinate in un’area dedicata, ma disseminate in tutto il giardino, rendendo ogni spazio vivo, fruibile e profumato. È un modo per trasformare l’intero progetto in un luogo abitabile, non solo da osservare ma da attraversare, toccare, respirare.
La ghiaia, elemento ricorrente, non è solo materiale drenante: è un dispositivo sonoro. Il suo fruscio sotto i passi introduce una dimensione sensoriale che accompagna l’esperienza del giardino, un ritmo leggero che scandisce gli spostamenti e amplifica la percezione dello spazio. Allo stesso modo, la stipa — con il suo movimento costante — introduce una vibrazione naturale che contrasta la solidità delle superfici materiche e la geometria delle architetture.
L’insieme restituisce un equilibrio delicato tra struttura e morbidezza: le masse vegetali sono scolpite ma non rigide; i volumi tondeggianti dialogano con le forme più libere delle graminacee; il verde profondo delle siepi crea quinte che garantiscono la privacy senza appesantire. La presenza del limone, con i suoi frutti luminosi, diventa un punto focale affettivo, un riferimento mediterraneo immediato che radica il progetto nella tradizione senza rinunciare alla contemporaneità.
La piscina, con il suo bordo in pietra chiara e il suo specchio d’acqua, riflette il cielo e amplifica la luminosità dell’intero giardino. Le zone d’ombra, create da pergole e alberature, offrono spazi di pausa e convivialità, mentre gli arredi in legno e tessuti neutri completano un linguaggio coerente, caldo e accogliente.
Il risultato è un giardino che non ostenta, ma sorprende nella sua semplicità. Un luogo in cui la materia, la luce e il movimento costruiscono un paesaggio domestico equilibrato, sostenibile e profondamente mediterraneo.